itinerari
CON LE CIASPOLE SUL MONTE MURO (ALPE DI LUSON, ALTO ADIGE)
Il crinale del Monte Muro è uno straordinario belvedere sulle Dolomiti e su un’ampia fetta dell’arco alpino. L’itinerario invernale per la vetta, su cui sorge un’altissima croce, coincide con quello che si segue a piedi in estate. Si parte dal posteggio di Pé de Börz, sulla strada per il Passo delle Erbe.
IL SENTIERO DI SANT’ANGELO IN LACU (PARCO DEI CASTELLI ROMANI, LAZIO)
Accanto al Lago Albano, su cui si affaccia Castel Gandolfo, corre un viottolo frequentato per passeggiate e jogging. Più in alto, la comoda Via Francigena del Sud raggiunge il convento di Palazzolo. Un emozionante sentierino, segnalato e pulito da poco, permette di...
D’INVERNO DAI PRATI DI TIVO ALLA CIMA ALTA E AL SUO RIFUGIO
Il Piano del Laghetto e la Cima Alta, ai piedi del crinale dell’Arapietra, offrono straordinari panorami sul Gran Sasso. Il nuovo rifugio Cima Alta, inaugurato nel dicembre 2018 e aperto anche d’inverno, rende l’itinerario più comodo. Se e quando riaprirà la cabinovia sarà possibile arrivare al rifugio dall’alto.
D’INVERNO DALLA VAL FERRET AL RIFUGIO BONATTI (MONTE BIANCO, VALLE D’AOSTA)
Tra i rifugi della Valle d’Aosta che aprono anche d’inverno, spicca quello dedicato al grande alpinista Walter Bonatti, affacciato sulle Grandes Jorasses e la parete della Brenva del Monte Bianco.
L’ALTOPIANO DI VILLANDRO E I SUOI RIFUGI (ALPI DI SARENTINO, ALTO ADIGE)
L’Alto Adige, d’inverno, non è fatto solo di piste da sci. I viottoli battuti dell’Alpe di Villandro offrono belle escursioni invernali e panorami sulle Dolomiti
SULLE CRESTE DI CAMPO CATINO (MONTI ERNICI, LAZIO)
Torna la neve sulle creste dell’Appennino. E la stazione sciistica di Campo Catino, a 1800 metri di quota, è il punto di partenza di un classico e panoramico itinerario, dove occorre avere con sé sia le ciaspole sia i ramponi. Lo dimostrano i numerosi incidenti avvenuti a escursionisti male attrezzati e ai loro accompagnatori improvvisati.
DAL PIAN DELLA FAGGETA AL MONTE SEMPREVISA (MONTI LEPINI, LAZIO)
Quando sulle catene più alte dell’Appennino arriva la prima neve, lo spettacolo dei colori dell’autunno sulle montagne del Lazio si sposta per qualche settimana ancora sui Lucretili, gli Ausoni, i Sabini e i Lepini, dei massicci minori ma di grande suggestione. Dal Semprevisa (ma qualcuno in zona dice “la” Semprevisa), lo sguardo spazia verso il Circeo, il Mar Tirreno e le isole di Ponza e Ventotene. Il sentiero è comodo, e da qualche anno ben segnato.
SULLA MONTAGNOLA, PER VEDERE I CERVI (VALLE DEL SANGRO, ABRUZZO)
La Montagnola, la dorsale che si allunga dal Monte Godi verso Villetta Barrea, offre un meraviglioso panorami sui monti del Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise. L'itinerario che la raggiunge dalla strada di Passo Godi permette spesso di vedere i cervi, i cui bramiti si...
IL RIFUGIO PANEPUCCI E IL MONTE SAN FRANCO (GRAN SASSO)
Una vetta frequentata e con un panorama inconsueto, un itinerario con un dislivello contenuto e che si svolge per la prima parte tra i faggi. A questi tradizionali motivi per salire al Monte San Franco si aggiungono la recente sistemazione e l’apertura nei weekend del rifugio che ricorda Antonella Panepucci Alessandri. La cresta dei Coppi, anche se elementare, offre un percorso divertente.
AL MONTE AMARO PER LA RAVA DEL FERRO
L’impressionante canalone della Rava del Ferro, che incide il versante occidentale della Majella e sbuca in cresta tra il Monte Pescofalcone e il Monte Amaro, offre l’itinerario più breve verso la vetta più alta del massiccio. E’ un percorso in ambiente selvaggio, riservato a camminatori allenati, che nelle prime ore del mattino resta in ombra anche in piena estate. Sulle rocce compaiono spesso i camosci.
DALLA DIGA DI MORASCO AL RIFUGIO CLAUDIO E BRUNO (VAL FORMAZZA, PIEMONTE)
La Val Formazza, la più settentrionale dell’Ossola, è la valle dell’acqua. La cascata del Toce (o della Frua), che precipita per 140 metri, è stata descritta da Horace-Bénédict de Saussure e Giosuè Carducci. A partire dal 1911, le acque della valle sono state imbrigliate in un sistema di laghi artificiali, e la cascata si vede solo in alcuni orari. Il sentiero che sale ai rifugi offre un percorso suggestivo.
DALLA SELVA BELLA ALLA ROCCA CHIARANO
Il Monte Greco e le vette vicine, che separano il Lago di Barrea e Scanno da Roccaraso e dalle Cinque Miglia, sono tra i massicci meno frequentati d’Abruzzo. La Rocca Chiarano, 2175 metri è una delle cime che possono essere raggiunte con itinerari di lunghezza contenuta. Il panorama include le cime più alte del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise.
LA VIA NORMALE DEL MANGART (ALPI GIULIE, SLOVENIA E ITALIA)
Chi ama le vette solitarie può accomodarsi altrove, perché il Mangart, 2677 metri, è una delle cime più frequentate delle Alpi. Ma questa bella vetta rocciosa, sul confine tra Italia e Slovenia, è un meraviglioso belvedere, e l’unica grande cima delle Alpi Giulie a offrire un avvicinamento comodo. L’itinerario è tratto dalla mia guida “I 50 rifugi più belli del Friuli-Venezia Giulia”, pubblicato da Iter.
DA ARNOUVA AL RIFUGIO ELENA E AL COL FERRET (MONTE BIANCO, VALLE D’AOSTA)
Uno dei sentieri più frequentati del versante italiano del Monte Bianco sale dai boschi di Arno1uva ai 2543 metri del Col Ferret, sul confine tra Italia e Svizzera. Sul percorso tratto dalla guida “I 50 sentieri più belli della Valle d’Aosta”, che ho scritto con Cesare Re, è l’accogliente rifugio Elena. Meravigliosi i panorami verso il Mont Dolent e la parete Est delle Grandes Jorasses.
LA CRESTA OVEST DELLA VETTA OCCIDENTALE DEL CORNO GRANDE
In estate, dopo lo scioglimento delle ultime lingue di neve, la Vetta occidentale del Corno Grande ridiventa una meta molto ambita. Consigliamo di raggiungerla per la Cresta Ovest, a volte indicata come “Via delle Creste”. Un percorso aereo, spettacolare e nettamente più facile della celebre e affollata Direttissima.
DAL RIFUGIO DEI FORNI AL RIFUGIO PIZZINI-FRATTOLA E AL PASSO DEI FORNI (PARCO DELLO STELVIO, LOMBARDIA)
Una comoda camminata di fronte ai ghiacciai del Cevedale, che tocca uno dei rifugi più amati delle Alpi lombarde e si conclude sulla cresta che si affaccia sulla selvaggia e rocciosa Val Zebrù. Un itinerario affascinante, tratto dalla mia nuovissima guida “Sentieri dello Stelvio”, pubblicata da Idea Montagna.
DA SCANNO AI RIFUGI DEL CAMPO E DEL CAMPITELLO (VALLE DEL SAGITTARIO, ABRUZZO)
La mia nuova guida “Sentieri del Parco d’Abruzzo” sta finalmente per uscire con Iter Edizioni. Suggerisco un itinerario, facile e di grande fascino, che sale dalla Masseria Parenti ai rifugi del Campo e di Campo Rotondo, restaurati dai soci del Mountain Bike Club Scanno, e che possono essere usati liberamente.
MONTAGNA DI PIZZOLI, IL SENTIERO DEI TRE RIFUGI (ALTA VALLE DELL’ATERNO, ABRUZZO)
Il più bel sentiero della Montagna di Pizzoli, che sale dal centro storico al rifugio Federico Martinelli, con ampi panorami verso la Valle dell’Aterno, i Monti della Laga e il Monte Corvo
DALLA VAL FONDILLO AL MONTE AMARO DI OPI (VALLE DEL SANGRO, ABRUZZO)
Maggio è uno dei mesi più belli per percorrere il ripido sentiero che sale al Monte Amaro di Opi. In attesa dell’uscita della mia nuova guida ai Sentieri del Parco d’Abruzzo, ecco la descrizione di un percorso che è bene percorrere prima del caldo e delle limitazioni dell’estate. La vetta è uno dei migliori belvedere del Parco, sulla cresta si fotografano quasi sempre i camosci.
IL SENTIERO DI SANT’ANNA DI STAZZEMA (ALPI APUANE, TOSCANA)
Tra le rocce e i boschi delle Alpi Apuane si conserva la memoria di una pagina terribile di storia. A Sant’Anna di Stazzema, il 12 agosto 1944, due o trecento militari delle SS uccisero con efferatezza 560 tra uomini, donne e bambini, in buona parte sfollati dai...
IL SENTIERO DELLA MEMORIA DI COLLE SAN MARCO (MONTAGNA DEI FIORI, MARCHE)
La guerra tra le formazioni partigiane e i reparti della Wehrmacht e della Repubblica di Salò ha insanguinato anche i monti affacciati su Ascoli Piceno. Il Sentiero della Memoria, che sale da Colle San Marco a Colle Giammatura e al Monte Vena Rossa, tocca molti luoghi che ricordano quei durissimi giorni. Merita una sosta il rifugio Paci.
IL CORNO GRANDE PER IL GHIACCIAIO DEL CALDERONE
In piena estate il Ghiacciaio del Calderone, che è il più meridionale d’Europa, si riduce a qualche lingua di ghiaccio fossile nascosta sotto alle pietraie. In primavera invece, questo spettacolare pendio circondato dalle quattro vette del Corno Grande offre un facile, meraviglioso e frequentatissimo itinerario alpinistico verso la cima più elevata dell’Appennino. Sono necessari la piccozza e i ramponi, consigliato il casco. Che follia non aprire la cabinovia, almeno nei weekend!
IL MATAJUR E IL SUO PANORAMA (PREALPI FRIULANE)
Spesso i panorami migliori si godono da montagne non eccelse ma isolate. Lo dimostra nel modo migliore il Matajur, che raggiunge i 1641 metri di quota e sorveglia il confine tra l’Italia e la Slovenia tra le valli del Natisone e dell’Isonzo. Dalla cima, oltre alle Alpi Carniche e Giulie, si vedono le valli slovene, la pianura friulana e il Mare Adriatico.
L’ANELLO DEL RIFUGIO DI ANTERMOIA (CATINACCIO, DOLOMITI DI FASSA)
E’ il momento dell’anno in cui si inizia a pensare all’estate. Ecco un itinerario magnifico, meno frequentato di altri del massiccio, che conduce a un lago e a un rifugio di straordinaria bellezza ai piedi del Catinaccio di Antermoia. La discesa, lunga e in ambiente selvaggio, riporta direttamente in Valle di Fassa.
DA TERELLE AL MONTE CAIRO (MONTE CAIRO, LAZIO)
Una montagna imponente e poco nota domina Cassino e l’Autostrada del Sole. Il Monte Cairo, molto amato dagli escursionisti della zona, raggiunge i 1670 metri di quota e offre dei magnifici panorami verso l’Appennino e il Tirreno Su uno sperone che si stacca dalla montagna sorge la celebre Abbazia di Montecassino. Accanto al sentiero, breve ma piuttosto ripido, sono resti di postazioni tedesche della Linea Gustav.
PANTALICA, TRA NECROPOLI E CANYON (MONTI IBLEI, SICILIA)
A un’ora d’auto da Siracusa e da Noto, attende gli escursionisti che amano le esplorazioni tra storia e natura una delle città antiche più sorprendenti della Sicilia. Pantalica, città dei Sicani e poi dei Bizantini, conserva tombe rupestri e resti di edifici altomedievali. I canyon, le grotte, torrenti e le fioriture rendono questa camminata straordinaria.
MONTE INFORNACE, IL CANALONE DI FONTE RIONNE
Uno degli itinerari più belli da fare in primavera al Gran Sasso risale il Canalone di Fonte Rionne del Monte Infornace. Un percorso di alpinismo facile ma serio, in ambiente straordinario, tra imponenti torrioni rocciosi e vedute su Campo Imperatore. Ci sono perfino i crepacci!
DALLA STAZIONE DI MAGLIANO AL MONTE CALVIO E AL CASALACCIO (PARCO DI VEIO, LAZIO)
Una delle zone più belle del Parco di Veio è accanto alla Via Flaminia e alla vecchia ferrovia Roma-Viterbo. Questa passeggiata raggiunge pascoli, forre e i 269 metri del Monte Calvio. Al ritorno si toccano le rovine del Casalaccio. Da Parco di Veio, guida ai borghi e ai sentieri.
L’ANELLO DI MASSA E COZZILE (COLLINE DELLA VALDINIEVOLE)
Quanti colli ha la Toscana? Tutti conoscono il Chianti, le Crete Senesi, le colline di Fiesole affacciate su Firenze. Questa passeggiata, tratta da I 50 sentieri più belli della Toscana, si snoda tra i borghi e gli uliveti di Massa e Cozzile, a portata di mano da Montecatini Terme e dalla A11.
DA TOR FISCALE AL PARCO DEGLI ACQUEDOTTI (PARCO DELL’APPIA ANTICA)
Il Parco degli Acquedotti, meraviglia dell’archeologia e della natura, è frequentato da anni. Pochi conoscono l’itinerario che permette di raggiungerlo da Tor Fiscale, nei pressi della Via Tuscolana. Una bellissima passeggiata romana, che si può raggiungere con la Metro.
D’INVERNO DA FORCA DI PRESTA AL MONTE VETTORE
La classica salita invernale al Monte Vettore, il “tetto” dei Sibillini. Un itinerario da fare con piccozza e ramponi (niente ciaspole!), con panorami verso il Gran Sasso e le colline del Piceno. Le strade dopo il terremoto del 2016 potrebbero essere chiuse. Informatevi prima!
DA CAMPO FELICE AL RIFUGIO SEBASTIANI E AL COSTONE
Il classico itinerario, frequentato anche in condizioni invernali, che conduce all’unico vero rifugio del Velino, spesso gestito anche d’inverno. Con un piccolo sforzo in più si raggiunge la vetta del Costone, 2271 metri di quota.