San Giuseppe di Leonessa, un religioso vissuto a cavallo tra il Cinque e il Seicento, è stato un sacerdote e un frate cappuccino. Ha dedicato la sua vita alla predicazione nei piccoli centri dell’Appennino, e a una missione in Turchia in soccorso dei prigionieri cristiani dell’Impero Ottomano. Oltre al santuario del secolo XVIII che lo ricorda nel centro storico, gli è stato dedicato il grande l’edificio sacro moderno che sorge sui 1626 metri del Colle della Croce. Il sentiero che lo raggiunge è interessante e abbastanza faticoso.

  • Dislivello: 720 m                                             
  • Tempo: 3.30 ore a/r
  • Difficoltà: E
  • Periodo consigliato: da maggio a novembre

Dal centro storico Leonessa si scende all’imbocco (935 m) della strada della Vallonina, dove si posteggia accanto a un tabellone. Si può arrivare fin qui anche da Posta o da Pian de’ Valli attraverso la Sella di Leonessa, senza bisogno di salire fino al paese.

A piedi si segue un viottolo, indicato dai segnavia bianco-rossi 404, che sale nel bosco, sbuca su un pianoro e porta a un bivio. Si segue la strada di destra, che tocca delle antenne. Poi il percorso segnato lascia la strada, e sale per un ripido crinale boscoso, con rare aperture panoramiche verso Leonessa e il Monte Tilia. Superata una cappella, un tratto in piano riporta alla strada sterrata (1230 m, 0.45 ore).    

Si continua a salire sul sentiero che rientra nella faggeta, obliqua a destra, e poi tocca delle rocce e altre cappelle. Dopo essere usciti definitivamente dal bosco, si sale per un largo crinale fino al Colle la Croce (1626 m, 1 ora), dove sorge il Santuario di San Giuseppe. Il panorama, aperto verso Leonessa, i Sibillini e i Monti della Laga, è chiuso verso il Terminillo dal Monte Sferra Cavalli e da Colle Prato Pecoraro.

Si riparte in discesa per la strada sterrata che scende a tornanti e prosegue a mezza costa sul versante orientale di Monte Sferra Cavalli. Dopo aver aggirato un crinale ci si affaccia su un pianoro e si raggiunge un rifugio di pastori (1600 m, 0.30 ore).

Si riparte senza più segnavia (il 404 prosegue verso Monte di Cambio, il 431 scende a Piedelpoggio), si risale alla strada e la si segue aggirando un crinale, e poi scendendo in diagonale nella faggeta e superando due tornanti. Un tratto monotono, sempre nel fitto bosco, riporta al sentiero di andata (1240 m, 0.45 ore), che si segue fino al punto di partenza (0.30 ore).