Uno degli episodi più sanguinosi della Resistenza nel Lazio si svolge il 7 aprile 1944, Venerdì Santo, quando centinaia di militari della Divisione Hermann Göring, di altre formazioni della Wehrmacht e della 116ª Legione della Guardia Nazionale Repubblicana fascista iniziano un vasto rastrellamento ai piedi del Monte Tancia.
I partigiani della zona però li aspettano, sparano da buone postazioni, infliggono dure perdite al nemico. Quando la superiorità delle armi dei nazifascisti si fa sentire, alcuni partigiani si ritirano verso Roccantica, Poggio Catino e Casperia. Coprono la loro ritirata i ragazzi che presidiano il Monte Arcucciola. Li comanda Bruno Bruni, 21 anni, un giovane della periferia romana che è stato paracadutista del Regio Esercito.
L’unica mitragliatrice ferma per ore l’avanzata di tedeschi e fascisti. Alla fine i ragazzi del Monte Arcucciola vengono accerchiati, riescono a resistere qualche minuto, poi vengono catturati e uccisi. Insieme a Bruno, muoiono il fratello Franco (18 anni), Giordano Sangallo (16), Nello Donnini (18), Domenico Del Bufalo (20), Alberto Di Battista (22) e Giacomo Donati (36 anni). L’indomani, i soldati della Wehrmacht incendiano i casali contadini del Tancia e uccidono 18 persone, compresi sette bambini e bambine dai 2 agli 11 anni.
Il breve Sentiero dei Partigiani, realizzato da un centro sociale romano, sale alle postazioni del 7 aprile, e può essere abbinato a una camminata verso la Grotta di San Michele o il Monte Tancia. Sul punto più alto, n memoriale. “Qui, novelli eroi delle Termopili, caddero il 7 aprile del 1944 sopraffatti dalla rabbia teutonica” recita una lapide, con un linguaggio datato ma che arriva dritto al cuore. “O viandante, china la fronte e pensa che l’eterna luce d’Italia circonda di luce e d’amore il sublime olocausto delle fiorenti giovinezze”.
- Dislivello: da 170 a 270 m
- Tempo: da 1 a 2 ore a/r
- Difficoltà: E
- Quando andare: tutto l’anno
Da Poggio Catinto si segue la strada per l’Osteria del Tancia, che sale con una lunga serie di svolte nella fitta macchia, s’inoltra nel profondo Fosso di Galantina e poi scende a mezza costa verso un ponte dove iniziano a sinistra il sentiero per la Grotta di San Michele e altri percorsi segnati. Circa 300 metri prima, sulla sinistra, si posteggia in uno slargo (670 m) dove un cartello indica il Sentiero dei Partigiani.
Se si arriva da Monte San Giovanni in Sabina, Montenero Sabino o Rieti si devono superare l’Osteria e poi il monumento ai Partigiani del Tancia. La strada scende al ponte, risale e conduce al punto di partenza.
Dall’altra parte della strada inizia un ripido sentiero, che sale a mezza costa nel bosco, indicato da segnavia e da strisce di stoffa rossa legate ai rami. Più in alto si entra in un ampio vallone, e si sale fino a un bivio con cartello, accanto a delle piazzole utilizzate in passato dai carbonai.
A sinistra, da qui, si può raggiungere la piazzola della mitragliatrice, che si toccherà al ritorno. Continuando a salire si raggiunge la sella (817 m) tra il Monte Arcucciola (a sinistra) e il Colle Sant’Erasmo. Verso sinistra, si raggiungono una croce metallica accanto alla fossa comune dove il parroco Igino Guidi e i suoi aiutanti hanno deposto le vittime della strage. Poco più avanti, sulla cima del Monte Arcucciola (832 m) sono un memoriale e una lapide che invita il visitatore a meditare.
Si scende al di là nel ripido bosco, seguendo dei segnavia poco visibili e facendo attenzione ai salti di roccia sulla destra. In pochi minuti si raggiunge la postazione della mitragliatrice della Brigata Stalin (799 m), indicata da un altro cartello e da una stella di ferro sul terreno. Tra i lecci si vede la strada che arriva dall’Osteria del Tancia, e si capisce l’importanza di questa postazione.
Si riprende a scendere verso sinistra, per un’ampia traccia che scende obliquamente nel bosco e riporta alle piazzole dei carbonai e al primo bivio. Per la via di salita si torna al posteggio (1 ora). Chi cerca una camminata più lunga, dalla sella 817 m, può continuare verso ovest per un altro sentiero segnato. Da un bivio, una salita verso destra conduce alla dorsale di Colle Sant’Erasmo, che si segue a sud, per bosco e radure, fino alla panoramica cima (911 m, 1 ora in più a/r).
Commenti recenti