“Un tambureggiamento immenso, tra boati che sembravano uscire dal ventre della terra, sconvolgeva il suolo. La stessa terra tremava sotto i nostri piedi. Quello non era tiro di artiglieria. Era l’inferno che si era scatenato”. Così, nel suo Un anno sull’Altopiano, Emilio Lussu, ufficiale della Brigata Sassari e poi antifascista, racconta le terribili battaglie combattute qui tra il 1916 e il 1917.
Nei decenni successivi sul Monte Zebio, la “montagna di casa” per la gente di Asiago, è nato uno dei primi musei all’aperto della Grande Guerra. L’itinerario tocca il romantico cimitero della Brigata Sassari e l’obelisco che ricorda i fanti della Brigata Catania. Tra la Val Giardini e l’Altebene si traversano luoghi segnati dai rastrellamenti nazifascisti del 1944, e i boschi descritti da Mario Rigoni Stern ne Il bosco degli urogalli.
- Dislivello: 600 m
- Tempo. 4 ore a/r
- Difficoltà: E
- Periodo consigliato: da maggio a fine ottobre
Da Asiago o da Gallio si segue la strada che collega i due paesi fino alla frazione di Rendola. Si piega verso nord (sinistra arrivando da Asiago) in Via Ebene, si costeggia l’aeroporto, poi si va a destra seguendo le indicazioni per la Val Giardini. Si posteggia presso la Casa Sant’Antonio (1149 m), alla fine dell’asfalto.
Ci si incammina verso sinistra, in salita, per la strada sterrata (segnavia 832B) che sale verso il Monte Pultareche, la “collina della polenta” nel dialetto dell’Altopiano. Superata una lapide che ricorda i partigiani uccisi dai nazifascisti del 1944 si raggiunge la radura dell’Altebene (1403 m, 1 ora), traversata da una strada sterrata.
Si continua verso nord lungo il Sentiero della Pace fino al commovente cimitero della Brigata Sassari (ex-cimitero di guerra sulle mappe, 1600 m, 0.45 ore), con le sue croci di legno in una valletta circondata dal bosco.
Poco oltre si sbuca su un’altra strada sterrata, la si attraversa, e si sale (segnavia 832 e SI) al cratere della mina di Scalambron (1677 m), esplosa del 1917, sulla sella erbosa della Lunetta di Zebio. Nei pressi un obelisco ricorda i caduti della Brigata Catania. Senza tornare alla strada, si sale per un comodo sentiero (ancora segnavia 832) fino al cocuzzolo sommitale del Monte Zebio (1717 m, 0.30 ore).
In discesa si torna alla Lunetta di Zebio, si piega a sinistra, e si scende alla strada sterrata seguendo i segnavia 832, SI e i cartelli dell’Ecomuseo della Grande Guerra. Traversato un valico erboso si scende alla Malga Zebio (1670 m, 0.30 ore), con servizio di agriturismo, dov’è possibile mangiare e acquistare gli ottimi formaggi locali.
Si riparte per un sentiero in diagonale che sale alle modeste pareti rocciose e alle trincee austro-ungariche della Crocetta di Zebio (1708 m, 0.30 ore). Si scende sul versante opposto per prati fino a un sentiero segnato, lo si segue (segnavia 832) toccando il bivacco dell’Angelo, e si scende in un vallone boscoso.
Raggiunta una strada sterrata aperta alle auto, la si segue in discesa, con una lunga diagonale nel bosco, verso la Croce di Sant’Antonio (1395 m, 0.45 ore). Si continua a scendere sulla strada, a un quadrivio (1300 m) si piega a destra per una carrareccia, e si scende lungo la Val Giardini fino a tornare al punto di partenza (0.30 ore).
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