Il Monte Fontecellese, affacciato sulla Piana del Cavaliere e Carsoli, è frequentato dagli escursionisti fin da quando l’Appennino si raggiungeva spesso da Roma in treno. L’itinerario più seguito sale alla vetta da Villa Romana, frazione di Carsoli. La rinnovata segnaletica consente di partire comodamente anche da Pereto, il più bel borgo della zona, sorvegliato da un severo castello medievale.

L’itinerario descritto segue nella prima parte un solitario vallone boscoso (il Fosso Campitello), dove i tratti scavati nella roccia mostrano quanto fossero importanti in passato boschi e pascoli per i montanari della zona. Più avanti, prima della Fonte Cellese e della cima occorre superare un tratto ripido e faticoso. Sulla vetta (nella foto), solitaria e suggestiva, il panorama è un po’ limitato dal bosco.

Chi cerca una camminata più tranquilla, dal punto in cui si sbuca sulla carrareccia, può piegare a destra raggiungendo gli idilliaci pianori erbosi di Camposecco, tra i più suggestivi dei Monti Carseolani. La zona, di grande interesse in primavera e in estate, è sconsigliata agli escursionisti in autunno a causa dell’abbondante presenza di cacciatori.  

  • Dislivello: da 830 a 910 m
  • Tempo: da 3.45 a 4.15 ore a/r
  • Difficoltà: E
  • Quando andare: da marzo a novembre

Da Carsoli e dalla statale Tiburtina Valeria di raggiunge Pereto. Salendo a tornanti a destra dell’abitato (cartelli) si raggiunge un posteggio ai piedi del Castello (876 m). Se si lascia l’auto (consigliato) nel posteggio (796 m) all’ingresso del centro storico si arriva al Castello risalendo a piedi le ripide stradine del borgo (0.15 ore).

A pochi metri dal Castello, si imbocca in discesa Via San Martino, asfaltata, indicata da segnavia bianco-rossi e da cartelli del Sentiero Italia e di alcuni percorsi locali (S1, S2). La strada scende dolcemente, diventa più ripida e lascia a destra un cancello. Prima del fontanile delle Fonticelle, inizia a destra (836 m) un sentiero indicato da segnavia bianco-rossi senza numero.

Lo si segue a mezza costa in leggera salita, superando dei lastroni rocciosi. Dopo un ruscello il tracciato piega a sinistra, e raggiunge un bivio dove si va a sinistra con una breve discesa. Il sentiero si alza a tornanti, poi inizia a salire a mezza costa sulla sinistra (destra orografica) del Fosso Camposecco. In questo tratto, molto bello, si incontrano passaggi scavati nella roccia e brevi tratti di lastricato.

La valle piega a sinistra, sale più nettamente e porta a un piccolo poggio erboso. Si rientra nel bosco con una ripida rampa, si traversa un fosso e si sale a incontrare (1196 m, 1.15 ore) la carrareccia che segue un metanodotto. Da qui, salendo verso destra, si possono raggiungere i pianori erbosi di Camposecco e la Casetta di Oppieto (1250 m), un piccolo e rudimentale rifugio privato.

Si segue invece la carrareccia salendo verso sinistra. Subito dopo un valloncello occorre fare attenzione ai segnavia, che si seguono salendo a destra per un ripido pendio di erba e sassi, fino al copioso Fontanile di Oppieto (1280 m, 0.15 ore), dove il panorama si apre.

Il sentiero sale direttamente, traversa a destra, poi piega nuovamente a sinistra per una ripida rampa erbosa interrotta da massi e muretti a secco. Seguendo i segnavia (bianco-rossi, rossi, giallo-rossi) si esce su un pianoro erboso. Qui i segnavia salgono direttamente per un ripido crinale roccioso.

Conviene passare a sinistra sui prati, raggiungendo i segnavia che arrivano da Villa Romana, la Fonte Cellese (in secca) e una sella erbosa (1560 m, 0.45 ore) da cui appaiono il Monte Midia e le sue antenne. Il sentiero sale verso sinistra, obliqua a destra per un ripido pendio di erba e rocce, poi raggiunge la cresta sommitale e la vetta (1626 m, 0.15 ore), circondata dai faggi. La discesa per la stessa via richiede 1.45 ore.